ARCIMBOLDI Nicola, di Guidantonio (6 settembre 14681 – novembre 1513)

 

prep. SNZ 14782 - 1486r3

ben. chier. S. Martino di Comazzo (dioc. Lodi) .. 1486r4

can. S. Giulio di Isola San Giulio (dioc. Novara) ..14825 ..

arcd. catt. di Lodi (dioc. Lodi) 14846- 1486r7

prep. S. Lorenzo di Lodi (dioc. Lodi) 14848 - 1486r9

prep. S. Giovanni di Vigolo Marchesi (dioc. Piacenza) 147710- 1486r11

 

Nicola Arcimboldi nacque nel 1468. Suo padre era Guidantonio Arcimboldi, futuro arcivescovo di Milano, che all'epoca era però ancora soltanto un cameriere ducale (nonché un intimo amico del duca Galeazzo Maria Sforza). Sua madre era una tale Margherita, di cui ignoriamo purtroppo il casato12.

La figura più importante per le vicende ecclesiastiche di Nicola fu però soprattutto lo zio paterno, vale a dire Giovanni Arcimboldi, il quale diventò vescovo di Novara nello stesso anno in cui Nicola venne al mondo, e che nel 1473 (quando Nicola non aveva ancora cinque anni) fu nominato cardinale da papa Sisto IV13.

Negli anni seguenti Nicola divenne in un certo senso il pupillo del cardinale, o meglio colui su cui quest'ultimo riversò le proprie attenzioni in vista dell'esaltazione ecclesiastica di un altro membro esponente della famiglia.

A soli nove anni, nell'ottobre del 1477, Nicola Arcimboldi ottenne dunque il suo primo beneficio, e cioè la ricca prepositura della chiesa pievana di S. Giovanni Battista di Vigolo Marchesi, in diocesi di Piacenza. La prepositura (cui erano unite alcune minori prebende canonicali nella stessa chiesa) si era resa vacante per la morte del piacentino Pietro Lusiardo, anziano curiale nonché maestro di casa del cardinale. L'anno seguente, nell'ottobre del 1478, Nicola fu quindi provvisto della prepositura di S. Nazaro in Brolo di Milano (vacante per la morte di Pietro Giorgio Castiglioni, anch'egli familiaris del cardinale Arcimboldi)14.

Poi, negli anni seguenti - sempre in forza della protezione dello zio - arrivarono altri benefici: dapprima, in data non meglio precisata, un canonicato nella chiesa di S. Giulio di Isola San Giulio, in diocesi di Novara (ceduto nel 1482)15; e quindi, nel 1484, l'arcidiaconato della cattedrale di Lodi, la prepositura di S. Lorenzo sempre di Lodi, e il chiericato di S. Martino di Comazzo nella diocesi lodigiana: tutti benefici, questi ultimi, precedentemente appartenuti a Pietro Modignani (anch'egli maestro di casa del cardinale Arcimboldi).

Tutto lasciava pensare ad una carriera in continua progressione, che presto sarebbe dovuta approdare verso qualche importante carica curiale e verso qualche beneficio maggiore. Invece nel novembre del 1485 (quando Nicola aveva 17 anni) avvenne una svolta imprevista. Con una decisione improvvisa e che probabilmente non dovette riuscire troppo gradita al cardinale, Guidantonio Arcimboldi, padre di Nicola, combinò infatti gli sponsalia del figlio con Chiara Lampugnani, figlia (nonché unica erede) del nobile milanese Prospero Lampugnani. Entro la primavera del 1486 (o tutt'al più l'inizio dell'estate) ebbero luogo anche le nozze16.

A quel punto, i benefici che Nicola aveva accumulato nel corso degli anni, furono recuperati (già nel gennaio del 1486) dal cardinal Arcimboldi, il quale di lì a breve li girò poi al fratello Guidantonio, dopo che nel marzo del 1487, con un'altra scelta inattesa, questi ebbe preso l'inopinata decisione di farsi a sua volta chierico17.

Quanto a Nicola, egli compì negli anni seguenti una diversa carriera, di carattere prettamente laico e morì infine a 45 anni nel novembre del 151318.

Dal suo matrimonio con Chiara Lampugnani, egli aveva avuto nel frattempo tre figli: Francesco, Giovanni e Susanna19.

 

                                                                                                   Francesco Somaini.