{"id":538,"date":"2025-08-06T11:19:05","date_gmt":"2025-08-06T09:19:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rm.unina.it\/?p=538"},"modified":"2025-08-06T20:21:32","modified_gmt":"2025-08-06T18:21:32","slug":"ricordo-di-vincenzo-dalessandro-1934-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rm.unina.it\/?p=538","title":{"rendered":"Ricordo di Vincenzo D&#8217;Alessandro (1934-2025)"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 4 agosto&nbsp;scorso&nbsp;si \u00e8 spento Vincenzo D&#8217;Alessandro&nbsp;(Bagheria 1934 &#8211; Palermo 2025),&nbsp;un&nbsp;protagonista&nbsp;di una stagione di rinnovamento della medievistica siciliana e italiana. Il suo nome \u00e8 legato principalmente sia a un&#8217;opera che ha segnato profondamente la storiografia sulla Sicilia, il volume&nbsp;<em>Politica e societ\u00e0 nella Sicilia aragonese<\/em>, apparso nel 1963, sia ai numerosi contributi sul regno normanno, fra i quali spicca il volume del 1978&nbsp;<em>Sto<\/em><em>riografia e politica nell&#8217;Italia normanna<\/em>, che ripubblica e aggiorna con un nuovo lungo saggio (<em>Fidelitas normannorum<\/em>) studi apparsi&nbsp;fin dalla fine degli anni &#8217;60.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo magistero nell&#8217;Universit\u00e0 di Palermo&nbsp;ebbe un breve inizio&nbsp;nei primi anni &#8217;60&nbsp;nell&#8217;ambito degli studi di storia moderna, ma si&nbsp;orient\u00f2 prestissimo in campo medievale,&nbsp;nel quale&nbsp;prosegu\u00ec fino ai primi anni 2000, lasciando un ricordo indelebile in&nbsp;molte&nbsp;generazioni di studenti,&nbsp;e accompagnandosi&nbsp;a un serrato dialogo con colleghi e amici della propria e di altre discipline che ne condividevano motivazioni intellettuali ed etiche.&nbsp;La frequentazione di&nbsp;figure&nbsp;della statura di&nbsp;Leonardo Sciascia e del conterraneo Ignazio Buttitta&nbsp;era stata peraltro parte importante della formazione di un pensiero storiografico segnato dal&nbsp;confronto con una rilevante tradizione intellettuale nonch\u00e9 dall\u2019urgenza&nbsp;di un&nbsp;costante rigore etico.<\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9 occasioni all&#8217;impegno didattico e a quello di ricerca ritenne di dovere affiancare&nbsp;proposte&nbsp;di carattere sintetico e divulgativo, pubblicando sia agili volumi dedicati al pubblico studentesco, sia&nbsp;le mature sintesi di storia siciliana e meridionale del tardo medioevo apparse nella&nbsp;<em>Storia d&#8217;Italia<\/em>&nbsp;UTET (1989) e nei volumi de&nbsp;<em>La Storia<\/em><em>. I grandi problemi dal Medioevo all&#8217;Et\u00e0 contemporanea&nbsp;<\/em>(1986).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;opera complessiva di D&#8217;Alessandro pu\u00f2 considerarsi un ripensamento\u00a0di alcuni momenti fondamentali della storia\u00a0siciliana coniugato allo sforzo di\u00a0superare\u00a0gli stereotipi storiografici che hanno a lungo condizionato la conoscenza della realt\u00e0 medievale della\u00a0Sicilia e del Mezzogiorno,\u00a0intrattenendo anche un dialogo \u2013 a volte\u00a0lealmente\u00a0critico \u2013 con altri studiosi impegnati\u00a0nello stesso\u00a0senso come Giuseppe Giarrizzo,\u00a0Giuseppe Galasso\u00a0e Mario Del Treppo. In questa\u00a0direzione\u00a0sono andati i suoi studi\u00a0sulla societ\u00e0 urbana e sulle \u00e9lites cittadine, sul ruolo degli uomini d&#8217;affari\u00a0di origine centro e norditaliana\u00a0immigrati nell&#8217;isola, sull&#8217;aristocrazia tardomedievale, sulle dinamiche politiche e sociali del Trecento siciliano. Come pure la costante attenzione al mondo rurale, oggetto di studi di lungo periodo e di indagini specifiche sul lavoro e sulla produzione,\u00a0che oggi possono leggersi nel volume che volle pubblicare nel 2010 col titolo\u00a0<em>Citt\u00e0 e campagne nella Sicilia medievale<\/em>, virtualmente un seguito di quello pubblicato nel\u00a01994\u00a0col titolo\u00a0<em>Terra, nobili e borghesi nella Sicilia medievale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Su un altro versante,&nbsp;D&#8217;Alessandro&nbsp;si era dedicato fin dagli anni&nbsp;&#8217;60 alla rilettura delle cronache di et\u00e0 normanna, per giungere a una revisione complessiva del tema normanno secondo la formula di &#8220;idea e realt\u00e0&#8221;, come intitolava un importante contributo a uno dei convegni del Centro Studi della&nbsp;Mendola,&nbsp;nel&nbsp;1980.&nbsp;Gli importanti&nbsp;saggi&nbsp;precedenti e successivi&nbsp;su Amato da Montecassino, su Leone Marsicano e su Goffredo Malaterra sono&nbsp;percorsi dall&#8217;intenzione di leggere la vicenda&nbsp;del Mezzogiorno al di l\u00e0 della mitizzazione della conquista e del&nbsp;regno&nbsp;normanno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inevitabilmente, questi orientamenti lo hanno condotto anche a una continua attenzione alle dinamiche\u00a0storiografiche\u00a0della medievistica, alle quali ha dedicato numerosi e originali saggi, raccolti in volume sotto il\u00a0significativo\u00a0titolo\u00a0<em>I\u00a0<\/em><em>p<\/em><em>arenti scomodi<\/em><em>\u00a0<\/em>(2005); in queste pagine, sia che parlino dell&#8217;antica storiografia erudita, sia che indaghino le vicende intellettuali e accademiche degli storici dell&#8217;Otto-Novecento, traspare l&#8217;intenzione di valorizzare, reinterpretandolo criticamente, il cospicuo e spesso insigne patrimonio storiografico accumulatosi nel tempo sui temi medievali siciliani.<\/p>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 concentrate sui temi siciliani e meridionali, la curiosit\u00e0 intellettuale e l&#8217;intenzione di coordinare i suoi studi su quei temi agli sviluppi della medievistica italiana e internazionale lo portarono a partecipare con continuit\u00e0 ai maggiori incontri scientifici dove i suoi contributi riscossero sempre unanime apprezzamento per la loro lucidit\u00e0 e rigore metodologico; ci\u00f2 gli consent\u00ec di tessere una rete di rapporti umani e scientifici che includeva gran parte della medievistica della seconda met\u00e0 del Novecento; di particolare importanza, in questo ambito, il suo contributo all&#8217;attivit\u00e0 del GISEM coordinato dall&#8217;amica di lunga data Gabriella Rossetti, dove D&#8217;Alessandro proponeva i suoi studi innovativi sulle relazioni fra Sicilia e realt\u00e0 italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Storico della societ\u00e0 e del potere, D&#8217;Alessandro ha ispirato e stimolato gli studi di allievi diretti e indiretti, collocandosi a cerniera fra una generazione di storici che rifletteva sul conflitto fra i dominanti&nbsp;orientamenti etico-politici e le innovazioni della scuola francese delle&nbsp;<em>Annales<\/em>&nbsp;e una generazione che superava entrambe le egemonie culturali e apriva la strada alla storia sociale della politica e delle istituzioni, da D&#8217;Alessandro precocemente e praticata e coltivata con ininterrotta passione per i molti decenni della sua carriera di studioso e di Maestro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro Corrao<\/p>\n\n\n\n<p>Ennio Igor Mineo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 4 agosto&nbsp;scorso&nbsp;si \u00e8 spento Vincenzo D&#8217;Alessandro&nbsp;(Bagheria 1934 &#8211; Palermo 2025),&nbsp;un&nbsp;protagonista&nbsp;di una stagione di rinnovamento della medievistica siciliana e italiana. 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