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Fonti

Antologia delle fonti bassomedievali

a cura di Stefano Gasparri,
Andrea Di Salvo e Fiorella Simoni

© 2002 – Stefano Gasparri per “Reti Medievali”


IV
I Regni normanni
Sicilia e Inghilterra

7. I Normanni in Inghilterra
(A) Wace, Romanzo di Rollone e dei duchi di Normandia, vv. 5343-5716.
(B) Wace, Romanzo di Rollone e dei duchi di Normandia, vv. 5343-5716.

In Inghilterra, in assenza di una discendenza diretta della restaurata dinastia anglosassone di Edoardo il Confessore [cfr. vol.I, capitolo 13, 10] intorno alla persona del re si accesero le contrastanti ambizioni dei parenti normanni di Edoardo (la cui madre Emma discendeva dai duchi di Normandia) e della famiglia comitale anglosassone di Godwine del Wessex (una cui figlia era andata sposa al re). Le fonti divergono sulla posizione assunta dal sovrano in merito alla propria successione: per quelle anglosassoni Edoardo, in punto di morte, avrebbe indicato come successore il proprio cognato Harold, figlio di Godwine; mentre le fonti normanne asseriscono che Edoardo avrebbe designato come erede il duca di Normandia Guglielmo, a cui lo stesso Harold avrebbe giurato il proprio appoggio. Comunque alla morte di Edoardo (gennaio 1066) venne eletto e consacrato re Harold, il quale riuscì a respingere l'attacco dei Norvegesi di Harold il Severo [cfr. vol.I, capitolo 13, 12] ma fu a sua volta sconfitto ed ucciso dal duca di Normandia, (da allora detto il Conquistatore), nella battaglia avvenuta presso Hastings il 14 ottobre 1066. Così nel corso dell'XI secolo i discendenti dei guerrieri vichinghi di Rollone [cfr. vol.I, capitolo 14, 7] raggiungevano il mezzogiorno d'Italia, l'Asia Minore, l'Inghilterra, con un movimento espansionistico la cui forza propulsiva viene sottolineata da uno storico della corte normanna, Guglielmo di Poitiers (cr.1020-1087), autore dei Gesta Guillelemi ducis Normannorum et regis Anglorum dai quali riportiamo un brano relativo all'incoronazione regia di Guglielmo di Normandia (B). L'opera di Guglielmo di Poitiers, una delle principali fonti per gli eventi che portarono il duca di Normandia sul trono inglese, ci offre di quegli eventi una presentazione ovviamente parziale, che fa del duca il legittimo erede e di Harold uno spergiuro ed usurpatore. L'accusa di spergiuro mossa al pretendente anglosassone, uno dei punti cardine della propaganda normanna, col tempo fu ulteriormente arricchita di toni ad effetto, come vediamo nella versione accreditata nel XII secolo dal poeta normanno Wace, autore di un poema epico su Rollone ed i duchi di Normandia intitolato Roman de Rou et des duc de Normandie, dal quale riportiamo il passo sul presunto giuramento di Harold (A).


(A) Il re Edoardo aveva vissuto assai
e lungamente aveva regnato;
con suo dolore, non aveva figli,
non aveva un parente stretto
che, alla sua morte,
potesse regnare.
Pensò a lungo chi, alla sua morte,
dovesse essere erede del regno,
pensò, e disse più volte
che al duca Guglielmo, suo congiunto,
il migliore di tutto il lignaggio,
egli avrebbe donato il regno.
Il padre del duca [1] lo aveva allevato,
dal duca aveva avuto dei servigi:
tutto il bene, nella sua vita,
gli era venuto da quel lignaggio.
A Guglielmo mostrò dunque il suo affetto
e nessuno gli fu ugualmente caro.

[ Il duca Guglielmo venne a sapere che il più potente dei nobili anglosassoni, Harold, durante un viaggio in Francia era stato fatto prigioniero dal conte Guido di Ponthieu]

Pensò che averlo nelle sue mani
gli avrebbe dato grande giovamento;
quindi, tanto promise ed offrì,
con minacce e con lusinghe,
che il conte infine consegnò Harold.
Il duca l'ebbe dunque in suo potere
e gli diede un bel maniero
presso le rive del fiume Eaulne.
Guglielmo a lungo trattene Harold
con tutti gli onori dovuti:
a molti splendidi tornei
lo invitò con grande pompa,
gli fece dono di armi e cavalli
e lo portò con sé in Bretagna,
non ricordo se tre o quattro volte,
quando affrontò i Bretoni in campo.
Nel frattempo gli andava parlando,
finché Harold non promise
che gli avrebbe lasciato l'Inghilterra
quando Edoardo fosse morto,
e avrebbe preso in sposa Alice,
una figlia di Guglielmo.
Così Harold si impegnò a giurare,
e Guglielmo doveva confermarlo.
Per ricevere il giuramento
Guglielmo indisse una grande assemblea:
si dice che fu a Bayeux [2]
il luogo della riunione.
Fece venire tutte le reliquie
e le riunì tutte insieme;
ne empì un intero recipiente
che fece coprire da un gran drappo
così che Harold non le vedesse:
nessuno doveva avvertirlo.
Quindi pose un reliquiario:
scelse il migliore di tutti,
il più prezioso che potesse avere,
so che era detto “occhio di bue”.
Quando Harold stese la mano
ebbe un tremito in tutto il suo corpo,
ma poi giurò e promise
così come gli era dettato:
alla morte di Edoardo – se era in vita –
avrebbe preso Alice in sposa,
avrebbe dato al duca l'Inghilterra
e avrebbe rafforzato il suo potere
per quanto avesse potuto e saputo;
ne prendeva Dio a testimone
e i santi corpi che erano presenti.
Molti dissero “Dio lo conceda”.
Harold si prostrò sul reliquiario,
ma quando poi si alzò in piedi
il duca lo condusse al recipiente,
e lì lo fece fermare.
Come tolse via il drappo,
che aveva nascosto ogni cosa,
ad Harold vennero mostrate
le reliquie su cui aveva giurato.
Harold fu colto da terrore
alla vista di quelle reliquie.

Wace, Romanzo di Rollone e dei duchi di Normandia, vv. 5343-5716.

[1] Roberto I (1027-1035). Edoardo aveva vissuto esule in Normandia tra il 1013 ed il 1041, periodo nel quale si erano succeduti al potere i duchi Riccardo II, Roberto I e Guglielmo.
[2] Del giuramento di Harold fanno menzione solo le fonti normanne, che però non concordano sulla località dove sarebbe avvenuto. Anteriormente all'opera di Wace, questa località era stata identificata con Bayeaux nelle scritte della omonima “tappezzeria” (una striscia di tessuto di 7m. x 50cm. cr., con istoriate 70 scene relative alla conquista, fatta eseguire probabilmente dal vescovo di Bayeux, Oddone, fratellastro del duca Guglielmo).


(B) Nel giorno stabilito per l'incoronazione l'arcivescovo di York [1], amante della giustizia, maturo d'anni, pieno di sapienza bontà ed eloquenza, si rivolse agli Angli con un discorso molto appropriato, per chiedere se consentivano che [Guglielmo] ricevesse la corona come loro signore. Tutti manifestarono lietamente il proprio assenso, senza esitazione alcuna, come se una ispirazione celeste avesse dato loro una sola volontà ed una sola voce. Agli Angli fecero prontamente eco i Normanni allorché il vescovo di Coutances [2] si rivolse loro chiedendone il parere. Allora però, al risuonare di grandi clamori in una lingua sconosciuta, gli armati a cavallo disposti a guardia dell'abbazia [3] sospettarono qualche sommossa ed appiccarono sconsideratamente il fuoco alla periferia della città. Avvenuta così l'elezione, fu l'arcivescovo di York, di santa vita e fama intemerata, che procedette alla consacrazione, impose a Guglielmo la corona regia e lo insediò sul trono, alla presenza e con il consenso di una folta schiera di vescovi ed abbati, nella solennità del Natale del Signore, nell'anno 1066 dell'Incarnazione, nella basilica dell'apostolo Pietro [4], che aveva l'orgoglio di accogliere il sepolcro del re Edoardo. Egli aveva rifiutato di farsi consacrare dall'arcivescovo Stigand di Canterbury, perché era venuto a sapere che il papa lo aveva giustamente colpito di anatema [5]. Le insegne delle regalità si addicevano a Guglielmo tanto quanto le sue virtù erano idonee al regnare. Ed i suoi figli e nipoti avranno un domani per legittima successione il dominio sull'Inghilterra, che egli ora possiede sia per il tramite ereditario, confermato dal giuramento degli Angli, sia per il diritto di conquista. Egli è stato coronato con il consenso degli stessi Angli, o piuttosto per desiderio dei più importanti tra loro. E se si vuol badare al diritto del sangue, è notissimo quali stretti legami di parentela unissero il re Edoardo al figlio del duca Roberto, la cui zia Emma, sorella di Riccardo II, figlia di Riccardo l, era madre di Edoardo [6]. Dopo l'incoronazione il nostro degnissimo re (nome che la nostra penna usa con gioia, al posto del nome di duca) non trascurò le azioni meritorie, come solitamente avviene con l'accrescersi degli onori, al contrario si dedicò a grandi ed onorevoli imprese con rinnovato e mirabile zelo. Si applicò con la medesima assiduità agli affari sia temporali che religiosi, ma aveva una maggiore propensione per il servizio del Re dei re, poiché a lui attribuiva i suoi successi – conscio del fatto che a nessun mortale era consentito usufruire di vita e potere contro la sua volontà – e poiché da lui sperava la gloria eterna, al termine della gloria terrena. Così generosamente dispensava, come tributo a quel sovrano, le ricchezze che l'erario del re Harold aveva tenuto avidamente serrate. […]
Inviò alla chiesa di San Pietro in Roma monete di oro e argento in quantità incredibile e fece consegnare nelle mani del papa Alessandro [7] doni che Bisanzio avrebbe ritenuto preziosi: tra questi il famoso vessillo di Harold, che recava la figura di un guerriero armato tessuta in oro puro. Con quel trofeo intendeva ricambiare il dono che la benevolenza papale gli aveva inviato, ed insieme voleva alludere al trionfo sul tiranno, auspicato da Roma. Diciamo brevemente quante erano le congregazioni di religiosi che cantavano inni di rendimento di grazie in nome del vincitore, che essi avevano dapprima sostenuto con l'armatura della preghiera. In mille chiese di Francia, Aquitania. Borgogna, Alvernia ed altre regioni, la memoria dei re Guglielmo sarà celebrata in perpetuo. La grandezza della sua beneficenza non lascerà morire il ricordo del benefattore. […]
Alla Normandia, colui che le era dolce figlio e pio padre riservò però i doni più belli, e nel suo affetto volle inviarli subito, anche se si era all'inizio di gennaio il mare era infuriato ed imperversava il cattivo tempo. Ma mille volte più dei doni, essa ebbe caro l'annuncio della vittoria, che aspettava con ansiosa attesa. Nemmeno i più preziosi prodotti d'Arabia avrebbe ricevuto con tale gioia! Mai per lei rifulse giorno più lieto di quello in cui seppe che il suo signore, colui che le aveva donato la pace, era divenuto re. Le città, i castelli, i villaggi, i monasteri si rallegravano per la sua vittoria, esultavano per il suo regno. Sembrava che una luce inconsueta si fosse diffusa per tutto il paese. Benché si vedessero privati del loro padre che non avrebbero avuto più tra loro [8]. I Normanni accettarono di buon grado la sua assenza, per lui più che per se stessi, per il grande potere di cui egli avrebbe goduto più che per i vantaggi e la gloria che essi avrebbero potuto ricavarne. Alla Normandia stava a cuore la sua maestà tanto quanto a lui stavano a cuore il bene e l'onore della Normandia. Come nel caso di Augusto e del popolo romano, non si sa se fosse più grande l'amore suo per la patria o quello della patria per- lui. Ma tu pure, Inghilterra, lo ameresti e lo porresti al di sopra di ogni cosa, prosternandoti lieta ai suoi piedi, se rinunciassi alla tua stolta iniquità e ti ponessi nella disposizione di poter meglio comprendere le qualità di colui che ti ha assoggettata! Abbandona i tuoi pregiudizi, impara a conoscere la sua grandezza, e tutti i signori che tu hai avuto ti sembreranno di poco valore rispetto a lui! Lo splendore della sua reputazione rifluirà su di te. Si dice che il valoroso re Pirro abbia appreso dal suo messo che a Roma tutti erano simili a re [9]. Ebbene Roma stessa, madre dei re della terra, sovrana e signora del mondo, sarebbe fiera di aver dato i natali al tuo signore, di venire difesa dalla sua forza, governata dalla sua saggezza, retta dal suo potere. I suoi guerrieri, i Normanni, hanno occupato le Puglie, hanno soggiogato la Sicilia, hanno attaccato Costantinopoli, hanno messo paura a Babilonia [10]. Canuto il Danese [11], per assoggettarti a sé ed ai suoi, aveva crudelmente trucidato i tuoi più nobili figli, giovani e anziani. Guglielmo, invece, non ha cercato neppure la morte di Harold. Anzi, avrebbe voluto accrescergli il potere ereditato, dandogli in sposa secondo gli accordi presi la sua stessa figlia, degna del letto di un imperatore. Ma, se tu non sei d'accordo con me su questo, ammetti almeno che ti ha liberata dal crudele e superbo dominio di Harold: ha eliminato quell'esecrabile tiranno che ti opprimeva con una disastrosa ed ignobile…
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