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Infrastruttura di rete

Infrastruttura di rete

Come suggerisce il titolo, Reti Medievali ha un'architettura reticolare, volta a sfruttare le potenzialità ipertestuali e multimediali di internet. RM è infatti, a un tempo, un grande ipertesto, un archivio di testi e di immagini, un repertorio di links.

Articolata in sette sezioni, ciascuna contraddistinta da un diverso colore di sfondo della testata, RM è stata dislocata, fino al marzo del 2010, sui vari server delle università italiane cui afferivano i 5 redattori che hanno promosso l'iniziativa (→ descrizione precedente struttura). In tal modo si intendeva favorire una maggiore condivisione dell’impegno redazionale, in sintonia con la natura distribuita e interconnessa della rete.

All'inizio del 2010, una più attenta riconsiderazione delle difficoltà di coordinamento che una tale struttura comportava ha indotto la redazione a optare per la concentrazione di tutta RM su un unico server, dell'Università degli Studi di Verona, e a prevedere il mirroring sui server delle Università di Napoli Federico II e di Palermo.

Tuttavia, già nei mesi immediatamente successivi, l'avvio dell'aggiornamento tecnologico di alcune sezioni di RM ha nuovamente sollecitato la redazione a tornare su questa decisione. Con l'apertura, nel marzo 2010, della sezione News, che utilizza FlatNuke, un Content Management System basato su PHP e XML, diventava infatti indispensabile poter disporre di un server con piattaforma LAMP (Linux, Apache 2, MySql 5 e PHP 5) abilitata, come quello messo a disposizione dal Centro di Ateneo per i Sistemi Informativi dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel maggio 2011 sono poi confluite sulla stessa piattaforma FlatNuke e sulla stessa macchina anche le sezioni Home Page, Redazione e Contatti; nel febbraio 2012 la sezione E-Book.

L'implementazione per RM Rivista, nel marzo 2011, di Open Journal System, un software Open Source basato su funzionalità avanzate di PHP e di MySql, in grado di generare metadati conformi al protocollo OAI-PMH, ha invece imposto il ricorso a un ambiente server dedicato, reso disponibile dal Centro di Ateneo per le Biblioteche e dal Centro di Ateneo per i Sistemi Informativi dell'Università Federico II di Napoli.

Non diversamente, il ricorso al Content Management Systems WordPress per le tre ultime annate di RM Calendario ha sollecitato il ricorso a un server, commerciale, con PHP e MySql abilitati.

Nel corso del 2015 la sezione RM Biblioteca è divenuta RM Open Archive, un archivio ad accesso aperto dedicato agli studi medievistici, realizzato sul server dell'Università di Napoli Federico II utilizzando il software EPrints, basato su Apache, MySQL e Perl, nell'ambito della ricerca condotta per il PRIN 2011, Concetti, pratiche e istituzioni di una disciplina: la medievistica italiana nei secoli XIX e XX, coordinato dal Prof. Roberto Delle Donne.

Nei prossimi mesi, l'avanzamento tecnologico riguarderà le altre sezioni di RM (Didattica, Memoria e Repertorio), per ora ancora in pagine statiche, in HTML, collocate sui server delle università di Verona (main) e di Napoli Federico II (mirror).

Una copia, a fini conservativi, della RM realizzata negli anni 1998-2010 è sui server delle Università di Verona e di Napoli Federico II.

(gennaio 2016)


Server:

  1. Università degli Studi di Verona: RM Didattica, RM Memoria, RM Repertorio;
  2. Centro di Ateneo per i Sistemi Informativi e Centro di Ateneo per le Biblioteche dell'Università degli Studi di Napoli Federico II: RM Home, RM E-Book, RM Open Archive, RM Rivista e mirror di RM Didattica, RM Memoria, RM Repertorio;
  3. Aruba: RM Calendario.

 


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La Società italiana degli storici medievisti e Reti Medievali hanno siglato una convenzione per sostenere la più ampia diffusione in rete, in libero accesso, delle pubblicazioni e delle iniziative scientifiche degli storici del medioevo.

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